fondazione educazione redooc

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio intervista Redooc

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, costituita su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana, promuove l’educazione finanziaria e la cittadinanza economica attraverso la creazione di contenuti originali, la realizzazione di strumenti innovativi, l’organizzazione di eventi e lo sviluppo di collaborazioni con le Istituzioni e il territorio.

Progetta e realizza, grazie ad esperti e accademici, contenuti didattici originali per giovani, adulti, pensionati ed imprese, e strumenti innovativi per la diffusione dei concetti su larga scala (laboratori didattici, spettacoli teatrali, multimediali, video, giochi, ecc.).

Disegna e crea eventi locali e nazionali personalizzabili in funzione delle esigenze dei Partecipanti e dei destinatari. Gli eventi sono dedicati a studenti, insegnanti, adulti famiglie e imprese.

Oltre a prendersi cura della salute e del benessere dei propri figli, le mamme e i papà si occupano anche della loro educazione al risparmio e all’uso consapevole del denaro?
“Mamme e papà digitali” è una raccolta di brevi interviste ai genitori che ci raccontano come approcciano a questo argomento nel rapporto di tutti i giorni con i loro ragazzi.

Ecco l’intervista a Chiara Burberi sul portale della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio.
[gdlr_divider type=”solid” size=”50%” ]

Chiara Burberi

Nata, cresciuta e “maleducata” a Milano dal 1967! Ognuno conosce una Chiara diversa…
Co-founder di Redooc.com piattaforma online di education delle materie STEM (Science, Tech, Engineering e Math) che ripensa il modo di apprendere le discipline scientifiche usando il linguaggio e la tecnologia dei ragazzi con l’obiettivo di diffondere la passione per questi temi, la nostra speranza per il futuro.

1. Che ruolo gioca la scuola nell’educazione dei ragazzi?

La Scuola si affianca alla famiglia, la integra, la supporta… non la sostituirà mai! La famiglia resta l’asse portante dell’educazione, nel senso più ampio del termine: dal “buongiorno” e “per favore” all’utilità delle conoscenze apprese a scuola che diventano competenze essenziali della vita quotidiana. Un esempio? Le quattro famose operazioni elementari, che occupano tante pagine e interi anni della vita dei bambini, diventano uno strumento chiave di scelta e responsabilizzazione durante la spesa al supermercato ma anche durante la scelta di un investimento.

2. Piattaforme didattiche: possono sostituirsi ad insegnanti e genitori?

I libri hanno mai sostituito insegnanti e genitori nell’educazione dei ragazzi? La tecnologia è solo uno strumento, ieri la carta, oggi internet: tutto dipende dai contenuti e da come li si utilizza. Così come nessun libro ha mai sostituito un insegnante o un genitore, le piattaforme si integrano, diventano complementari, sono dei punti di incontro, di socializzazione come una volta le piazze e gli oratori. Il contenitore è un mezzo; il contenuto farà sempre di più la differenza.

3. Educazione al denaro: come credi che cambierà nei prossimi 10 anni?

La diffusa ignoranza che avvolge gli argomenti legati al denaro finora ha avuto dei costi altissimi individuali e sociali. Le cose stanno cambiando. L’economia è parte delle materie STEM (Science, Technology, Engineering, Math) e segue lo stesso percorso: c’è sempre più consapevolezza della sua importanza e le persone cercano sempre più di comprenderne i meccanismi e le logiche.

4. In casa ritagli dei momenti per spiegare ai tuoi ragazzi qualche concetto base di economia?

Sia io che mio marito non perdiamo occasione per spiegare ai nostri bimbi (8 e 11 anni) i principi di base dell’economia, con parole semplici e partendo sempre da esempi concreti: la spesa, un titolo di giornale, una vetrina… E devo dire che pian piano qualche seme sta germogliando: ora sono i bimbi a chiedere “perché”.

5. Cosa fai per dare il buon esempio nella gestione del denaro?

Stiamo seguendo l’esempio dei nostri genitori: da sempre cerchiamo di far capire il valore relativo delle cose e quindi del denaro. Un esempio? Convertiamo il prezzo delle cose desiderate in “gelati equivalenti”. In questo modo i bimbi capiscono a quanti gelati dovrebbero (o devono) rinunciare per avere l’oggetto dei desideri e in quanto tempo possono ottenerlo!