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Nessun bambino ha paura dei numeri – Redooc.com su nòva

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“Nessun bambino ha paura dei numeri, il problema è che la matematica viene insegnata in maniera estremamente formale…Il mio obiettivo è renderla pop”

Ecco l’articolo del 4 ottobre 2017 uscito nella sezione “Scienza” di nòva de Il Sole 24 ore.

GUIDO ROMEO, giornalista che si occupa di sistemi dell’innovazione, economia digitale e data-journalism. Racconta su nòva di Chiara Burberi e della sua start-up innovativa: Redooc.com, la palestra di matematica più grande d’Italia.

Formazione scientifica necessaria

«Nessuno ha paura dei numeri: ma la matematica viene insegnata in maniera estremamente formale»: per questo Chiara Burberi ha lasciato una carriera manageriale per lanciare Redooc, piattaforma di education online dedicata alle materie Stem, quelle più richieste dal mercato del lavoro in chiave di innovazione

Ci sono ragazze con il pallino della matematica. E tra queste c’è anche chi ci costruisce sopra una start-up innovativa. È il caso di Chiara Burberi che qualche anno fa ha abbandonato una carriera da manager per lanciare Redooc, una piattaforma di education online dedicata alle materie Stem – scienze, tecnologia, engineering e matematica -, la priorità di formazione per i ragazzi di ogni età dagli Usa alla Cina e al centro delle priorità europee per creare la prossima generazione di innovatori. In più Redooc propone molti strumenti di alfabetizzazione economica e, non a caso, ha sviluppato la sfida online dedicata alle scuole per la World inverstor week in corso fino all’8 ottobre.

Il debutto di Redooc è stato con le scuole superiori (70% degli utenti), seguite dalle medie, ma da questa settimana trenta scuole elementari cominceranno a utilizzare la piattaforma portandoto gli utenti a 15mila.  L’obiettivo di Burberi è superare i 100mila utenti entro l’anno prossimo.

“Nessun bambino ha paura dei numeri – spiega Burberi – il problema è che la matematica viene insegnata in maniera estremamente formale, come se fossero all’università. Il mio obbiettivo è renderla pop”.

È per questo che Redooc, dove ci si registra anche con un social check-in e ci sono sezioni dedicate ai ragazzi ma anche ai genitori, ci sono videolezioni in pillole video di mai più di tre minuti che spiegano l’ordine delle operazioni, le incognite e perfino l’interesse composto L’idea è tanto semplice quanto efficace: far uscire la matematica dai banchi di scuola per collocarla tra i contenuti che i ragazzi sono più abituati a consultare.

“Redooc è una metodologia didattica integrativa che noi forniamo con un modello ‘software as a a service’: costa un euro a studente e lo studente ha accesso a tutti i materiali, anche a quelli degli altri anni. Credo sia molto competitivo rispetto ai 35 euro l’anno che in media si spende per il libro di testo”. Dalle 22 alle 7 del mattino l’utilizzo più massiccio, oltre l’80%, è da smartphone (tipicamente dei ragazzi) poi aumentano i tablet e i desktop più utilizzati da classi, bambini più piccoli e adulti. “Perché i ragazzi si appassionino davvero a queste materie bisogna che entrino nel loro mondo, che è digitale e visuale, e che le vivano come qualcosa di ‘cool’, non come una sofferenza”.

 

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