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I MANCINI? Sono i più bravi in matematica

Secondo una ricerca gli studenti mancini sarebbero più bravi in matematica. Calma però! Ciò non significa che tu sia giustificato a prendere brutti voti in matematica! Anzi, forse se non sei mancino dovresti a maggior ragione aumentare il tuo allenamento giornaliero con Redooc :)

Ne parliamo in questo secondo articolo arrivatoci direttamente dagli amici di MATE, la rivista mensile che si propone di evidenziare quanto numeri e formule siano presenti nella nostra quotidianità.

Come diciamo sempre: “la matematica è ovunque”!

I MANCINI? Sono i più bravi in matematica

Vai male in matematica? Potrebbe essere colpa della mano con cui scrivi. Secondo una recente ricerca, infatti, i mancini potrebbero essere favoriti in matematica. Gli psicologi dell’Università di Liverpool e dell’Università di Milano, guidati da Giovanni Sala, hanno condotto uno studio su un gruppo di circa 2.300 studenti italiani di età compresa tra 6 e 17 anni, chiedendo loro di completare una batteria di test matematici che includevano esercizi di problem solving e quesiti di aritmetica.

«È emersa», spiega Sala, «una moderata, ma significativa, correlazione tra la manualità e le abilità matematiche: la variazione nei punteggi tra chi impugna la penna a destra e chi a sinistra era di circa 510 per cento, una percentuale sorprendentemente alta per una variabile come questa».

La relazione, però, varia a seconda dell’età, del tipo di esercizio e del sesso della persona. Per esempio, nei maschi adolescenti, i migliori in matematica erano i mancini ‘forti’ (esiste un questionario, chiamato Edinburgh Handedness Inventory, che permette di stabilire “quanto” qualcuno sia ambidestro, mancino o destrimano); tra i bambini, invece, i peggiori erano i mancini forti e i destrimani forti, indipendentemente dall’età.

Secondo Sala, la maggiore bravura in matematica dei maschi mancini potrebbe spiegarsi chiamando in causa la lateralizzazione del cervello: «Circa il 30% dei mancini ha un emisfero destro, legato alle abilità spaziali, più sviluppato e proprio questa maggiore estensione potrebbe essere il segreto delle migliori performance in matematica».

Articolo tratto dal mensile MATE N4.