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L’uomo che vide l’infinito: un film su Ramanujan

Ramanujan

Nel 2016, vedremo sui grandi schermi “L’uomo che vide l’infinito“.

L’uomo che vide l’infinito: un film su Ramanujan

Il film narra la storia di una delle più grandi menti dello scorso secolo e uno dei più grandi matematici di sempre, Srinivasa Ramanujan. Ramanujan era un genio, un pensatore indipendente che non riusciva a piegarsi al formalismo matematico e alla convenzioni sociali. Nacque e visse la prima parte della propria vita nell’India coloniale, nella regione di Madras. Già all’età di 11 anni dimostrò un vivace interesse per la matematica e a 15 anni conosceva concetti avanzati e faceva ricerca indipendente, spesso su risultati noti di cui non era a conoscenza. In pratica, ricostruì la matematica da zero! Qualche anno più tardi vinse una borsa di studio universitaria, ma era talmente concentrato sulla matematica da ottenere pessimi voti nelle altre materie. Dopo aver perso la borsa, provò ad iscriversi ad un’altra università, con lo stesso risultato. Il suo desiderio di studiare matematica era così potente, che scelse di vivere in estrema povertà, mettendo a repentaglio la propria salute. A 21 anni si sposò e iniziò a cercare un lavoro. Ne trovò uno come contabile, un impiego banale per le sue avanzate capacità, che gli lasciava molto tempo per dedicarsi ai suoi studi.

Nel 1913 prese l’iniziativa e inviò delle lettere ad alcuni matematici inglesi, per trovare consiglio e confrontarsi sui propri risultati. Tra i destinatari, c’era Godfrey Hardy, un brillante ricercatore di teoria dei numeri e analisi matematica. Ramanujan non aveva un’educazione formale in matematica. Molti dei suoi lavori erano basati su illuminazioni che riceveva durante la meditazione. Vari matematici erano scettici sulle sue capacità, finché non prendevano contatto direttamente e realizzavano il suo genio. Hardy era l’esatto opposto del matematico indiano: era ateo, mentre Ramanujan era profondamente devoto; era un cultore del formalismo e delle dimostrazioni, mentre l’altro “indovinava” i propri risultati e non si curava dei dettagli tecnici. Tuttavia, Hardy divenne il suo più grande sostenitore. Lo convinse a trasferirsi in Inghilterra, dove visse gli ultimi anni della sua breve vita. Incoraggiò la sua educazione, senza interferire con il suo stile unico, e curò i dettagli dei suoi lavori perchè fossero pubblicabili.

Nel 1918 Ramanujan ricevette grandi onori e titoli della comunità matematica europea. Un anno più tardi, la sua salute lo costrinse a tornare in India dalla moglie, e all’età di 32 anni morì di un male incurabile.

La sua eredità è incommensurabile. Molti dei suoi risultati necessitavano di una dimostrazione e fu fondato un giornale per raccogliere i lavori ispirati dalle sue scoperte. Nel 2011, l’India dichiarò la data del suo compleanno, 22 dicembre, “Giorno Nazionale della Matematica”. La sua congettura più famosa fu risolta solo 50 anni più tardi, da Pierre Deligne.

Se questa storia vi ha incuriositi non mancate di guardare il film oppure, ancor meglio, procuratevi il libro che lo ha ispirato

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