Redooc matematica Fermat

La matematica di Fermat: solo per passione

Un genio che nel campo della matematica capita poche volte nello stesso secolo: magistrato e burocrate di giorno e matematico di notte. Fermat non ha nulla da invidiare a un supereroe Marvel.

Fermat nasce nel 1601 nella cittadina francese di Beaumont-de-Lomagne, nella regione dei Pirenei, da una famiglia di sforna-giuristi di vario genere. Pure a lui, infatti, toccherà studiare legge e diventerà prima magistrato poi Commissario per le richieste al Parlamento della sua città Tolosa, legame diretto fra i cittadini e Parigi.
Insomma, lavora tanto e lavora bene: Fermat è un funzionario pubblico scrupoloso ma anche sensibile (a detta dei suoi concittadini).

Ma quando torna a casa da lavoro, si toglie palandrana e parrucca e sorride, perché può finalmente dedicarsi a ciò che ama: la matematica.
La sua formazione matematica è da autodidatta e in parte merito di un personaggio particolare dell’epoca: padre Marin Mersenne, che oggi definiremmo un “alternativo” e che si batteva per una “matematica libera” e accessibile a tutti (un po’ come redooc!) in un periodo in cui segretezza e circoli esclusivi erano la regola. Nonostante l’influenza del frate e delle sue continue esortazioni a pubblicare il proprio lavoro, Fermat rimase sempre nell’ombra (come Batman).

Infatti, nel suo “tempo libero” si diverte con alcune delle scoperte matematiche più importanti del secolo, ma che condividerà solo con gli amici più intimi. Nell’ordine:

1)   apporta grandi contributi alla teoria dei numeri;

2)   fonda una nuova branca della matematica, la probabilità, insieme al suo amico Blaise Pascal (due fan del gioco d’azzardo);

3)   ispira il calcolo infinitesimale di Newton;

4)   enuncia l’importante Teorema dei punti stazionari (o Teorema di Fermat appunto)

Ma di tutto ciò il nostro supereroe non pubblicherà mai nulla. Solamente alla sua morte, il figlio diffonderà il suo enorme contributo alla matematica seicentesca (e non solo) e renderà noto il celeberrimo Ultimo Teorema, a cui mancava la dimostrazione. Un enigma che impegnerà le migliori menti matematiche addirittura fino al 1994, quando Andrew Wiles riuscirà finalmente a dimostrare.

Perché? Beh la mia ipotesi è che Fermat si divertisse così tanto con la “sua” matematica, da non aver bisogno di nient’altro, nessun “riconoscimento” esterno. La matematica per lui era una grande passione e un piccolo hobby allo stesso tempo. Tutto il resto spariva quando era solo con lei.
Ma d’altronde, cos’è questa se non passione?