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L’ interdisciplinarità per salvare il mondo: dallo studio, all’innovazione e alla scoperta scientifica

Abbiamo visto tanta matematica in questo blog applicata ai campi più disparati (agli origami, alle ricette per i cocktails o all’arte e alla musica) e abbiamo sentito tante persone parlare di matematica affiancandola ai termini più vari: medicina, biologia, economia, fisica, scienze sociali…Ma, cosa vuol dire che la matematica può diventare uno strumento per risolvere problemi concreti? Ma soprattutto, perché? Perché si parla di matematica applicata alla biologia, all’economia, alla medicina, alle scienze sociali? Perché si accosta la matematica alle altre scienze, alla letteratura, all’arte, alla musica, all’architettura, agli origami e all’astronomia?

La risposta a queste domande risiede in un concetto molto ampio che non riguarda solo la matematica, ma tutte le discipline: il concetto di interdisciplinarità, una parola usata spesso anche in ambito scolastico ma di cui si sottovaluta a volte il suo significato o la sua utilità.

L’intedisciplinarità nella Scienza

Pensiamo ai più grandi scienziati nella storia: essi erano spesso allo stesso tempo matematici, fisici e filosofi. Galileo applicava le leggi dell’ottica per costruire il cannocchiale e guardare le stelle, Leonardo progettava le macchine del volo a partire dall’anatomia degli uccelli e, allo stesso tempo, entrambi erano abili nel divulgare le proprie teorie attraverso la scrittura o la pittura e l’arte in genere. Come loro, tanti altri scienziati hanno portato l’innovazione analizzando fenomeni con una conoscenza a 360 gradi, avvalendosi delle diverse discipline.

Le apparecchiature mediche ad esempio, i robots o gli attuali microscopi nascono dall’esigenza di rispondere a problemi biologici grazie all’intervento dell’ingegneria. E così, da un’esigenza, sono nati nuovi accostamenti di parole nella scienza come bio-matematica, fisica matematica, bio-fisica… e la matematica viene applicata nei vari settori scientifici (e non!)  come strumento di supporto per la nuova conoscenza. Ciò che avviene per la matematica avviene per tutte le altre discipline: l’interdisciplinarità è così importante per l’innovazione che anche la prestigiosissima rivista scientifica Nature, ha deciso di dedicarle un intera issue (con tanto di copertina), per il suo valore che spesso anche gli scienziati faticano a riconoscerle. Why interdisciplinary research matters: Scientists must work together to save the world” (“Perché la ricerca interdisciplinare conta: gli scienziati devono lavorare insieme per salvare il mondo”) È uno dei titoli degli articoli che appaiono sulla rivista.

Secondo Nature, la scienza interdisciplinare serve per abbattere le barriere tra i vari  campi della conoscenza per costruire un terreno comune: essa  diventa fondamentale per rispondere a domande pressanti o problemi che non possono essere adeguatamente affrontati da persone provenienti da una sola disciplina.

Un approccio interdisciplinare spinge i ricercatori e gli studenti a trovare le risposte ai problemi ai quali non si sono trovate risposte con gli approcci tradizionali e a ottenere nuove scoperte dandoci l’opportunità di cambiare il punto di vista mettendo le lenti forniteci dalle varie discipline. Per risolvere le grandi sfide della società – energia, acqua , clima , cibo , salute – scienziati e studiosi di scienze sociali devono lavorare insieme.

L’interdisciplinarità a scuola

Non solo nella scienza, ma per tutti i livelli di conoscenza, l’interdisciplinarità rappresenta la chiave per guardare un oggetto da tutti i lati e non solo da uno: un po’ come la camera a specchi di Leonardo. A vederlo da un solo lato, un dado può sembrarvi solo un quadrato bianco, girandolo potete osservare che è un cubo, toccandolo che è di legno… Per il filosofo Edgar Morin, l’interdisciplinarità è parte di un concetto più ampio che va sotto il nome di complessità: una visione completa della realtà, e del sapere, è possibile solo connettendo tutte le parti che la compongono (non preoccupatevi, parleremo di complessità prossimamente e scopriremo che spesso a fare il totale non è solo la somma delle parti!). Ciò che ci interessa è che Morin restituisce alla complessità, e pertanto all’ interdisciplinarità, un ruolo cardine nel processo educativo, invitando gli insegnanti ad incentivare la ricerca di connessioni all’interno dei concetti nella stessa materia e tra le varie discipline sui vari livelli del sapere.

Torneremo a parlare di interdisciplinarità: intanto, vi invitiamo a riflettere ed a cercare le connessioni tra la matematica e le altre discipline che siano esse scientifiche, umanistiche o artistiche, i legami tra la matematica e gli sport o le attività creative, tra la matematica e la vita quotidiana.

Ringraziamo Immacolata Garzilli, se sei curioso trovi altri suoi post qui.