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Ilaria Capua: Sei una schiappa in matematica? Capita, ma ce la puoi fare!

ilaria capua
Oggi intervistiamo Ilaria Capua che ci rassicura: Sei una schiappa in matematica? Capita, ma ce la puoi fare!
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Ho conosciuto Ilaria Capua al TEDexWomen, l’anno scorso: io parlavo dei falsi miti da sfatare nel mondo STEM “STEM per tutti, anche per le ragazze!” e lei parlava di cambiamento “Nulla è permanente tranne il cambiamento”.

Conoscere Ilaria Capua è stato “un vero Guarda”! Se siete curiose di capire cos’è “un vero Guarda”, leggete il suo libro “I virus non aspettano”, dove all’inizio cita Oscar Wilde e poi lo commenta.

“Date alle donne delle occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto”
ovvero
“Alla fine, gira e rigira, le cose devi fartele da sola”.
Questa non è un’intervista: è una chiacchierata tra donne accumunate da vera passione per il loro lavoro e per gli altri.
Il titolo del post l’ha deciso Ilaria: Sei una schiappa in matematica? Capita, ma ce la puoi fare! Quando me l’ha proposto, via mail, mi sembrava di sentire la sua voce :-)

Ilaria Capua si presenta così:

Ilaria Capua, medico veterinario di formazione, è un virologo di fama internazionale. E’ conosciuta per i suoi studi sui virus influenzali e per aver combattuto la battaglia per una maggiore trasparenza dei dati genetici dei virus potenzialmente pandemici. Questo impegno le ha fruttato numerosi riconoscimenti tra cui nel 2007 il Scientific American 50, assegnato ogni anno ai 50 ricercatori più quotati al mondo e nel 2008 è stata inclusa fra le “Revolutionary Minds” dalla rivista americana Seed. Nel 2011 è stata la prima donna a ricevere il Penn Vet Leadership Award, il premio più prestigioso in medicina veterinaria a livello internazionale.
Nel 2013 su chiamata di Mario Monti è stata eletta in Parlamento, dove ha rivestito il ruolo di Vicepresidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione. 

Ecco l’intervista ad Ilaria Capua:

Quando hai scelto di diventare una scienziata?

Io sono uno scienziato per passione. La mia strada l’ho trovata per caso.
Sono una scienziata che è una “pippa in matematica”. Per una strana serie di avvenimenti familiari, ero due anni avanti a scuola, di conseguenza la matematica la capisco, ma “senza entrare nei dettagli”.
Se ho un problema da analizzare, “lo immagino, lo vedo”, riesco a capirne i meccanismi, ma non riesco a formalizzarlo, a ridurlo in una formula matematica.
Inoltre, ricordo che la mia maestra mi trattava male. Ho sempre superato matematica per il rotto della cuffia.

Puoi essere una scienziata di successo senza essere brava in matematica?

Certo che puoi essere una scienziata di successo senza essere brava in matematica!
L’importante è riconoscere i propri limiti – “io arrivo fino a qui” – e usare bene il team per andare oltre.
La matematica è anche intuizione, colori, movimento, non è solo numeri. E’ come per il musicista che visualizza le note con i colori.
Se la scienza è la vostra passione e la matematica è la vostra preoccupazione, non vi preoccupate: si risolve. Qualcuno che conosce bene la matematica lo trovi.
L’importante è definire bene la propria passione e crederci, per il resto si trova il modo.

Cos’è la matematica per te?

Trovo affascinante pensare alla matematica delle cose. Sono in cucina, vedo un portaspezie attaccato ad un’asta. Ci sono numeri dietro a tutto. La matematica è permeante la realtà.

Un mio Professore ci diceva: “Alla fine è tutta chimica”. Non è vero: “Alla fine o è tutta fisica, o è tutta chimica, o è tutta matematica”. Forse tranne il pensiero o l’amore, che pure può essere rappresentato da una formula matematica!

Cosa insegni a tua figlia?

Non certo la matematica! Quando prende 9 in matematica le dico: non sei figlia mia!
Mio marito invece la matematica la mastica bene, così mi prendono in giro. In realtà è un bene che una madre affermata mostri i suoi lati deboli.
Le chiedo spesso: “Mi aiuti a fare i conti?”. La conversione da inches a metri per il trasloco negli Stati Uniti l’ha fatta mia figlia!
La porto a vedere film come “Suffragette”, “Imitation game”, dei film di stimolo. Certe cose non le sapevo neppure io. Certe cose che diamo per scontate non lo sono! Ad esempio, in Svizzera le donne votano dal 1971.
Cerco di farla ragionare, di sensibilizzarla alla diversa dimensione che hanno le donne. Mi soffermo su alcune cose che voglio che lei comprenda e incameri: role model positivi (es. Presidentessa della Birmania), la tematica delle unioni civili,… Le faccio capire cosa sono le conquiste, in modo che capisca che deve difenderle.

Le faccio capire che “non è tutta pianura e non è tutta discesa”.

Perché le ragazze hanno risultati peggiori dei maschi nei test?

Le donne si vedono sempre peggio di quello che sono (ad esempio il chilo in più, la pettinatura sbagliata,…). Gli uomini si vedono sempre meglio di quello che sono.
Noi donne dobbiamo imparare a soffermarci meno sulle difficoltà e a concentrarci di più sui successi.
Recentemente durante un’intervista mi hanno sottoposto ad un test attitudinale. L’importante non era la risposta, ma la velocità con la quale riuscivo ad affrontare i problemi. La vittoria nei confronti di problemi complessi non sta nel trovare la soluzione perfetta per alcuni problemi, ma trovare una soluzione per tutti i problemi.

Noi donne le fragilità le viviamo più pesanti di quello che sono. Dobbiamo imparare a vivere con più leggerezza le nostre fragilità! Poi le cose si aggiustano.
Un vecchio Veterinario dei suini mi diceva: “Se ti chiamano, vai! Altrimenti si aggiusta da solo!”.

Grazie Ilaria!

Guardate anche il suo recente video “A new STEM for Girls 2.0” registrato al TEDxPompeii.

Le altre interviste per il Mese delle STEM le trovate qui.

Ricorda: Sei una schiappa in matematica? Capita, ma ce la puoi fare!
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Le interviste de “Il mese delle STEM” le trovate qui.

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