donne italiane nella scienza

Due donne italiane nella scienza che ci hanno resi orgogliosi nel 2014

Due donne italiane nella scienza che ci hanno resi orgogliosi nel 2014

Il 2014 è stato un anno positivo per le donne nella scienza, specialmente in matematica, dato che per la prima volta una donna, l’iraniana Maryam Mirzakhani, è stata premiata con la medaglia Fields. Oggi desidero spostare i riflettori su due donne italiane che hanno raggiunto incredibili risultati nella scienza nel 2014.

Samantha Cristoforetti

samantha_cristoforetti

Ingegnere, capitano di aeronautica, ma soprattutto astronauta! E’ la prima donna italiana ad aver mai visitato lo spazio ed è stata scelta in un campione di 8500 candidati. Tra gli esperimenti che sta conducendo nella stazione IIS, vorrei menzionare quelli con la stampa 3D, per rendere la nave indipendente dalla Terra in caso di guasti.

Samantha è un bel tipo. Sulla sua pagina web sul sito dell’ESA  , elenca lingua cinese tra i suoi interessi. Forse italiano, inglese, tedesco, francese e russo non erano abbastanza?! Potete seguirla anche sul suo account Twitter.

Fabiola Gianotti

Non solo ha coordinato 3000 scienziati nell’immenso progetto che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs nel 2012, ma l’anno scorso Fabiola Giannotti è diventata la prima donna direttore del CERN. Dato che un dottorato in fisica non sembrava abbastanza, Fabiola ha deciso di laurearsi anche al conservatorio in pianoforte. Qui potete guardare una sua intervista.

Samantha e Fabiola sono gli ultimi esempi di una tradizione di donne italiane nella scienza. Chi conosce la situazione sociale delle donne in Italia, può apprezzare questi successi. Nonostante sia parte dell’Europa, l’Italia può vantare scarsi risultati nel campo dell’uguaglianza di genere. Alcuni numeri:

  • uno studio del 2009 mostra che quasi tutte le donne che si assentano in maternità vengono licenziate
  • uno studio del 2013 (pag. 74) mostra che le donne con bambini in età prescolare hanno il 30% di possibilità in meno di trovare lavoro delle donne con figli più grandi.
  • L’indice mondiale di uguaglianza di genere dell’Italia è vergognoso
  • Nel 2013 in Italia una donna veniva uccisa ogni 2 giorni e mezzo.
  • nel 2012 solo il 47,1% delle donne in Italia aveva un lavoro (la media europea è 58,6%)

Queste cifre vogliono solo dare un’idea degli ostacoli che una donna lavoratrice deve affrontare e valorizzare ancor di più i risultati di Samantha e Fabiola, in campi a maggioranza maschile. Dovremmo essere doppiamente orgogliosi di loro. Sono certa che il loro esempio guiderà l’attuale generazione di donne italiane (nella scienza e non).

Ringraziamo Paola Elefante per questo post! Se questo nome ti è nuovo ti consigliamo di leggere la sua intervista qui!