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Du Sautoy: “È l’ora dei ROBOT”

Riuscite ad immaginare un futuro in cui i diritti umani vengono estesi anche ai robot? Ebbene oggi vi proponiamo un interessante articolo degli amici di MATE, il mensile che stimola la mente, in cui si parla di intelligenza artificiale e progresso. La matematica, e le materie STEM in generale, stanno portando ad un irrefrenabile processo di innovazione e sviluppo che porterà in breve tempo ad un’intelligenza artificiale sempre più complessa ed evoluta.

Ancora una volta lo studio della matematica aiuta ad allargare i propri confini e proiettarsi nel mondo del futuro.

Du Sautoy: “È l’ora dei ROBOT”

I diritti umani dovrebbero essere estesi… ai robot? Sì, almeno secondo il famoso matematico e divulgatore Marcus Du Sautoy: man mano che la “mente” delle macchine si evolve verso qualcosa che è sempre più difficile distinguere dall’intelligenza umana, potrebbe esserci bisogno di un qualche tipo di protezione morale e legale per questa intelligenza artificiale. Ci vorrebbe insomma una tutela giuridica del tutto simile a quella che difende i diritti umani.

Il matematico di Oxford ha affrontato questo futuristico tema durante il festival letterario di HayonWye, in Galles, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro What We Cannot Know (vedi anche pag. 72). Secondo Du Sautoy, una volta che la complessità del “pensiero” di una macchina raggiunge un livello sostanzialmente analogo a quello della coscienza umana, sarebbe nostro dovere occuparsi del suo benessere, così come facciamo con le persone.

Du Sautoy ritiene che parlare dei diritti dell’AI (Artificial Intelligence) sia necessario e ormai inevitabile grazie ai recenti progressi ottenuti in campi come le neuroscienze. Le nuove tecniche delle neuroscienze ci hanno infatti fornito una comprensione più che mai chiara della natura di processi mentali come il pensiero e la coscienza, il cui significato non è più appannaggio solo dei filosofi.

«La coscienza era qualcosa a cui nessuno riusciva ad avvicinarsi perché non si sapeva come misurarla. Oggi siamo in un periodo d’oro, un po’ come Galileo alle prese con il telescopio. Ora abbiamo un telescopio nel cervello che ci ha dato l’opportunità di vedere le cose che finora non abbiamo mai visto prima», ha spiegato. «E una maggiore comprensione di cosa sia la coscienza implica un rispetto di essa in tutte le forme in cui si manifesta, indipendentemente dal fatto che le sue basi siano organiche o sintetiche».

Ma quando un sistema informatico diventerà così avanzato da avere una coscienza artificiale degna di riconoscimento, rispetto e tutela? Secondo alcuni, questo momento potrebbe arrivare tra il 2020 e il 2070, sebbene il passo con cui avanza la AI non dà certezze di nessun tipo. Du Sautoy, invece, questa volta preferisce non lanciarsi in pronostici ma sa solo che «quando questo avverrà, l’evento porterà con sé un enorme insieme di misteri irrisolvibili».

 

Articolo tratto dal mensile MATE N4.