Vi presento Ahmes e la sua matematica

Vi presento Ahmes e la sua matematica

Ahmes, chi era costui?

In lingua egizia il suo nome significa letteralmente “figlio della luna”, ma in realtà nulla sappiamo di questo scriba egizio oltre ai suoi stessi commenti al papiro di Rhind (dal nome dell’antiquario scozzese che lo acquistò a Luxor nel 1858, e oggi conservato nell’ala dedicata all’Antico Egitto del British Museum): il documento Egizio di natura matematica più importante che sia giunto fino a noi.

Il papiro di Rhind è di fatto il primo “libro” di matematica e questo fa del signor Ahmes il primo matematico conosciuto della Storia, o meglio il primo “scrittore di matematica” che abbia mai firmato il proprio lavoro.

Per quanto riguarda il suo lavoro, diciamo che non era tutta tutta farina del suo sacco (aveva copiato un po’ di cose da dei colleghi di un paio di secoli prima)… ma il suo merito è stato quello di trascrivere in un unico documento altri scritti più antichi, riguardanti 84 soluzioni ad alcuni problemi pratici nella vita quotidiana di commercianti, agrimensori e costruttori.

Ahmes aveva scritto il primo libro di testo di matematica “applicata”: un agile rotolo di papiro largo 33 centimetri e lungo 5.46 metri! Praticamente un tascabile.

E probabilmente sapeva di aver fatto una cosa importante, perché diede un titolo piuttosto impegnativo al manoscritto, nientemeno che Regole per ottenere la conoscenza di tutte le cose oscure.

Le regole di calcolo che vengono illustrate provenivano dall’esperienza diretta del lavoro, sia per quanto riguarda l’algebra sia per la geometria. Ogni esercizio, infatti, è un problema pratico della vita di tutti i giorni dell’egiziano medio e la soluzione che viene proposta è altrettanto pratica: mancano le dimostrazioni generali (niente teoria insomma!), e con tutta probabilità gli Egizi non possedevano una struttura logica deduttiva basata su assiomi.

In ogni caso sapeva, sapeva di essere sulla strada giusta, sapeva che la matematica sarebbe stata uno dei più grandi strumenti di conoscenza per l’uomo e che ci avrebbe aiutato a svelare (quasi) tutte le cose oscure.