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Adesso facciamo i conti: bambine meno portate in matematica?

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Chi ha detto che le bambine sono meno portate in matematica? 

Il settimanale Grazia nel n. 35 del 26 agosto 2015 ha pubblicato un’inchiesta sullo stereotipo di genere che condiziona le bambine e le ragazze, che si pensano meno portate per la matematica rispetto ai ragazzi. Discriminazione, diversità di atteggiamento verso le donne e stereotipi culturali, tutto questo finisce col produrre reali effetti negativi, anche all’interno delle mura scolastiche.

Gli effetti negativi degli stereotipi

Uno studio realizzato dal team di Carlo Tomasetto del dipartimento di Psicologia dell’università di Bologna lancia l’allarme: le bambine già a 6 anni subiscono gli effetti negativi degli stereotipi di genere. Lo studio, che ha esaminato 250 alunni delle scuole primarie di Emilia Romagna e Veneto, ha evidenziato che spesso la discriminazione parte proprio dai genitori, convinti che i maschi siano più portati per la matematica rispetto alle ragazze.

Nei casi più gravi, come evidenziano le ricerche dell’associazione inglese “Girlguiding”, le ragazze dicono di sentirsi sotto pressione se non rispondono ai canoni stereotipati e addirittura si arriva a subire molestie da parte dei coetanei. Un problema che si ripercuote anche negli anni successivi. Al punto che è possibile reperire testimonianze a riguardo anche online, la piattaforma “Everyday Sexism”, nata in Gran Bretagna, riporta ogni giorno un elenco di eventi di sessismo subiti dalle donne in tutto il mondo.

Chiara Burberi, co-founder di Redooc è stata intervistata.

Bisogna riconquistare la sicurezza in se stesse: “Le bambine si autolimitano perché sono condizionate dal falso mito che i talenti scientifici siano maschili. Invece, come nello sport, è solo una questione di allenamento”. La soluzione? Ispirarsi a modelli positivi: “L’anno scorso ad esempio Maryam Mirzakhani è stata la prima a vincere il premio Fields, il corrispettivo del Nobel nel campo della matematica.” segnala Chiara Burberi, cha ai suoi figli, Maria Stella di 11 anni e Rocco di 8, cerca di dare “un’educazione rotonda ed equilibrata”.

I casi virtuosi esistono. Studi americani mostrano che si può insegnare la parità già dagli anni dell’asilo. Irene Biemmi, invece, cura la collana “Sottosopra” per la casa editrice Edt: libri per bambini dagli 8 ai 10 anni che cercano di riequilibrare la situazione: “L’obiettivo è educare a diverse alternative fin da piccoli, abbattendo gli stereotipi sessisti”, specifica.

Chi ha detto che le bambine sono meno portate in matematica?!?

 

 

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