capua matematica

Accarezziamo La Matematica

Ho conosciuto Ilaria Capua a fine maggio: ha parlato subito dopo di me al TEDxMilanoWomen. Una forza della natura: energia, passione e sorrisi! L’ho rivista attraverso le parole di Maria Luisa Agnese nel suo libro Il senso delle donne per la scienza, con il suo calendario in cucina e il motto “Osate osare”. Ascoltatela qui su Radio27.

Una sera di qualche giorno fa mi manda via twitter in anteprima “Accarezziamo la matematica” il suo post sulla matematica che oggi ripropone anche La27Ora qui con in titolo: “Ragazze ribellatevi! Balletto o algebra non importa: seguite la vostra vocazione“.

Alcuni di noi hanno una innata facilità a comprendere la matematica. E’ un dono di natura, come quello di sentire la musica, come la propensione alla danza, al ritmo. Cosi come culturalmente la danza è per femmine (c’è voluto un film come Billy Elliot ad affrontare il tema della discriminazione sociale che subiscono i ragazzi cui piace la danza classica) la matematica e la fisica sono materie da maschi.

Invece sia maschi sia femmine hanno il bernoccolo della matematica, cosi come possono averlo per la danza classica. Sono sicura che a tante ragazze e ragazzi nel vedere una determinata scena o situazione, qualunque essa sia, parte un pensiero matematico. Per esempio al cinema: quanti saremo in questa sala PER quanto costa il biglietto PER numero di spettacoli ci dà un’indicazione di quanto entra in cassa per quello spettacolo, anche se bisogna vedere che giorno della settimana è, perché il sabato e la domenica c’è più gente…. Se il Frecciargento Roma-Padova ha quasi sempre 15 minuti di ritardo ne accumula 5 per fermata o ci sono delle tratte a rischio maggiore di accumulo ritardo?

Partono da soli, pensieri autogenerati involontari.

A me capitava con le targhe delle macchine: se ha nostra macchina è targata Roma G3 XXX XX ed è del 73 (avevo 7 anni) e nel ’75 eravamo arrivati a Roma G5 XXX XX quante macchine erano state immatricolate in provincia di Roma in quei due anni?

Ecco, secondo me quando il cervello si attiva da solo e insegue se stesso bisogna ascoltarlo. Accarezzare questi pensieri, soffermarcisi, guardarli, sentirli, lasciarli rotolare o meglio ancora giocarci. Anche se sono considerati pensieri da maschio (!).

Non abbiate paura, soprattutto voi ragazze, di ascoltare l’equazione che si genera da sola nei momenti più improbabili (quanti capelli ho in testa e che percentuale rimane impigliata nella spazzola…).

Visitate il sito di Chiara Burberi, Redooc.com, ed imparate ad accarezzare e – perché no –  a pettinare (i famosi cento colpi di spazzola…) la vena matematica che è in voi. Giocateci, divertitevi, e vedete se i pensieri che si autogenerano continuano ed emozionano.

In ogni caso, e al di là della disciplina che appassiona (oggi gli adolescenti si riconoscono nell’intrippa), ragazze e ragazzi, il mio motto è sintetico: osate! Agite fuori dagli schemi, è una ribellione sana. Non è vero che studiare matematica o fisica sia da sfigati. In realtà più che una ribellione è una forma di rispetto che dovete a voi stessi ed al talento che è in voi. Insomma, avete il pallino della matematica o della fisica? Seguitelo.

Ad alcuni sarà più chiaro da subito, qual è la passione che li anima; altri scopriranno dopo, con un più lungo ed approfondito lavoro interiore, che cosa gli interessa. Ma scegliere e seguire la propria vocazione – che va trovata, s’intende – questo fa la differenza. E allora non importa se la disciplina che ci attrae e ci interessa venga ritenuta o no cool dagli altri; davvero cool è trovare e soprattutto seguire la propria strada. Anche se non è considerata cool dal vostro gruppo di riferimento. Che sia balletto o algebra poco importa, seguite quello che avete dentro, solo così potrete incanalare le forze ed essere gratificati personalmente e professionalmente.

Infine. In nessun campo, tantomeno nelle materie scientifiche e nella ricerca, si devono erigere barriere di genere: solo dallo scambio e dal confronto delle diversità, che portano con sé una prospettiva più ampia, si ottengono risultati nuovi e migliori.

Che, nel campo della ricerca (come nel balletto) hanno come destinazione finale – ed è questa la loro magia – il benessere del pianeta e dei suoi abitanti.

Grazie Ilaria!