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Zodiac: quando l’enigma diventa ossessione

Tutto inizia la notte del 4 luglio 1969. È una tranquilla serata estiva nella ridente cittadina di Vallejo. Una giovane donna si trova in dolce compagnia del suo amante quando all’improvviso una macchina si ferma alle loro spalle. Un uomo tira fuori una pistola semi-automatica e spara a entrambi i ragazzi senza pietà. Quel momento sancisce l’inizio di uno dei peggiori fatti di cronaca che la storia americana contemporanea ricordi. Un incubo che dà a se stesso un nome: Zodiac. Quella notte la polizia riceve la prima di una lunga serie di telefonate da parte di uno strano serial killer. Egli invia anche delle lettere con messaggi criptici da pubblicare. Si scatena così la caccia a un omicida amante dell’enigma. Polizia e stampa iniziano a unirsi nelle ricerche per identificarlo.

Ma chi è davvero Zodiac?

L’assassino si presenta di volta in volta come un’ombra sempre più lontana. Il suo vero obbiettivo è quello di raggiungere la fama mediatica, seppur negativa. Zodiac si ispira a quella banda della sfera celeste che conosciamo come Zodiaco. L’idea che vuole mandare è quella della perfezione del suo operato. La sua ossessione è paragonabile a quella che caratterizza chi per primo si mette sulle sue tracce.

zodiac

Per Avery, Toschi e Greysmith, però, la verità si perde negli anni. Durante le indagini compaiono sì dei sospettati, ma nessuno di loro sembra mai essere quello giusto. Solo Graysmith, a distanza di 30 anni, sembra scovare l’identità di Zodiac. Ciononostante, persino alla fine del film, lo spettatore ha come la sensazione che ci sia ancora qualcosa di irrisolto. Ci sono ancora troppe domande a cui rispondere e poche certezze.

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La perfezione a cui aspira Zodiac si riscontra anche nella regia di David Fincher.

Innanzitutto, i dettagli delle date e dei luoghi ricostruiscono al meglio un fatto di cronaca. In secondo luogo, la lunghezza del film: ben 156 minuti! Un po’ troppo forse? No, si si vuole raccontare una storia che inizia nel 1969 e dura fino alla fine degli anni ’90. Infine, che dire di Robert Downey Jr., Mark Ruffalo e Jake Gyllenhall? La loro bravura consiste nell’incarnare il senso di frustrazione ma anche di ribellione. La storia di Zodiac sembra essere destinata all’oblio. Ma forte è la speranza che questi uomini ripongono in quel giorno in cui la verità verrà a galla. Basta solo crederci perché per lei non è mai troppo tardi.

 

 

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