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Intervista a Matilde Padovano per il Mese delle STEM

Matilde Padovano

Intervista a Matilde Padovano  per il Mese delle STEM. Anche le studentesse possono offrire esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Matilde Padovano si presenta così :

Mi chiamo Matilde Padovano e frequento la quinta superiore ad un liceo scientifico. Per adesso, data la mia giovane età, non ho ancora fatto molto nella vita, comunque sia, considero il mio più grande successo aver vinto la medaglia d’oro alle olimpiadi nazionali di informatica del 2016; Questo è uno dei campi dove si percepisce di più il gender imbalance, ad esempio nella competizione a cui ho partecipato solo il 2% era rappresentato da ragazze, e spero che le cose possano cambiare.

Intervista a Matilde Padovano per il Mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Sono in quinta al Liceo Scientifico (tradizionale, quindi purtroppo ho anche latino).

Qual è la tua materia preferita?

Matematica, e fuori dalla scuola informatica.

Quali sono i tuoi hobby/passioni?

La mia passione più grande è l’informatica, passo gran parte del mio tempo libero a studiare questa materia. Quindi per quanto strano possa sembrare il miei hobby principali sono la matematica e l’informatica. Mi piace anche leggere, ma non romanzi, piuttosto preferisco i libri che mi facciano imparare qualcosa di nuovo. Il mio libro preferito è “Sta scherzando, Mr Feynman“ perché l’autore(un fisico che ha anche vinto un nobel) descrive perfettamente quello che provo quando osservo il mondo, e non solo smentisce il mito secondo cui gli scienziati sono persone noiose e monotone, ma addirittura lo ribalta, facendo vedere che in questo ambito è fondamentale la fantasia.

Quale Università hai scelto/pensi di scegliere e perché?

Ho scoperto di essere stata accettata a Cambridge per studiare Computer Science (se mi arriverà anche un’offerta dall’Imperial College of London, non so quale delle due università sceglierò).

Qual è il tuo sogno?

Avere una carriera nell’ambito dell’informatica. Questa estate farò un internship all’IBM, e punto ad arrivare a Google o Facebook già dalla prossima estate. Finita l’università non so bene come sviluppare la mia carriera nel modo migliore, anche perchè in questo campo 4 anni sono un’eternità.

Se potessi tornare indietro o andare avanti nel tempo, chi vorresti conoscere?

Ci sono molti personaggi che vorrei incontrare, ma se proprio ne dovessi scegliere uno direi un nome del presente: Zuckerberg, il creatore di Facebook.

Chi ti ispira e guida nelle tue scelte e nella tua carriera scolastica?

Aver partecipato alle olimpiadi della matematica e dell’informatica mi ha permesso di incontrare moltissimi ragazzi in gamba, ed è grazie a loro se adesso ho così tanti progetti e ambizioni.

Una frase che non sopporti?

“Le ragazze non sono brave come i maschi in matematica/informatica”, è una ferita nell’orgoglio.

Una frase che ripeti spesso?

“Niente è impossibile se si lavora sodo”

Quanto contribuiscono le conoscenze logico – matematiche nella tua vita quotidiana?

Non so esattamente quanto nella vita quotidiana, ma aver sviluppato le mie abilità logico-matematiche sicuramente mi ha cambiato la vita. Come avevo accennato prima, spesso nel tempo libero risolvo problemi solo per il gusto di farlo, ed è questo che con il tempo mi ha permesso di essere ammessa ad un’università di eccellenza.

Cosa fare per supportare le ragazze a studiare materie STEM?

Mi sono sempre chiesta perchè ci sia un così grande squilibrio di genere nelle STEM. Credo che ci siano due fasi fondamentali che fanno allontanare le ragazze da queste materie. Il primo è durante l’infanzia: basta confrontare i giochi e i cartoni “progettati” per le bambine per capire quello di cui sto parlando. In secondo luogo percepire lo stereotipo “Le ragazze non sono brave come i maschi in matematica”, è dannosissimo. Probabilmente nessuno ci crede veramente tra noi giovani, il problema è che questo stereotipo fa si che la matematica venga percepita come una materia poco femminile.

Qual è il tuo consiglio ad una ragazza che pensa di “non essere portata” per le materie STEM?

Per quanto riguarda la scusa del “non essere portati”, penso che non sia un problema solo tra le ragazze. Comunque sia, se a una persona piace una determinata materia, ma non si sente all’altezza, direi che quello che serve è tanta dedizione. Io l’anno prossimo andrò a studiare in Inghilterra; il mio primo voto delle superiori di inglese è stato 3 e per anni ho continuato a prendere insufficienze e a giustificarmi dicendo di “non essere portata”. Poi a un certo punto ho capito che l’hard work è molto più importante del talento naturale(che può aiutare solo all’inizio). Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi.

Credo che il problema più grande sia un altro: molti dei miei coetanei non sanno in COSA realizzarsi. Prendiamo come esempio la scelta dell’università. Qui in Italia è frequente ritrovarsi a luglio, finito l’esame di maturità, a dover scegliere la facoltà. Una decisione così importante non può essere presa all’ultimo. Una metafora che uso spesso è questa: “la vita è come un videogioco. Chi comprerebbe un videogioco in cui non ci sono obiettivi da realizzare?!” Nessuno! Allora perché dovremmo vivere senza fissarci un obiettivo o un sogno?

Cos’è il successo per te?

Riuscire a realizzare i propri obiettivi, e una volta fatto, porsene dei nuovi.

Grazie Matilde!

 

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